Tutto il mio mondo gira intorno al grande cerchio della fantasia strettamente legata all’anima, cioè il contenuto essenziale di quella circonferenza. La fantasia senza un’anima non potrebbe mai “essere”.
Tutto il mio mondo gira intorno al grande cerchio della fantasia strettamente legata all’anima, cioè il contenuto essenziale di quella circonferenza. La fantasia senza un’anima non potrebbe mai “essere”.
In noi, la realtà, ha un suo codice che solo la fantasia può sovvertire e rendere docile o trasformare in qualcosa di diverso che nell'oggettività di tutti i giorni non avrebbe riscontro. Non potremmo mai affrontare qualcosa che snatura il nostro “credo”, per paura di scoprirci diversi da ciò che pensiamo di mostrarci agli altri e di quello che pensiamo d’essere, per come ci conoscono e amano ritrovare sempre in noi. Delle volte è liberatorio e purificante librarsi con impulsi vertiginosi, senza paracadute, nello spazio della fantasia del profondo “io” per caricare i neuroni impigriti e ingrigiti da tutto quello che ci si aspetta normalmente da noi nella vita di tutti i giorni. Non ho potuto resistere all’ammaliante Sirena Fantasia, (di nome e cognome), così, letta la delicata favola di Gianni Rodari, “Una viola al polo nord”, mi sono lanciata in quel mondo dal quale ne è uscita l’opera “Fiori di ghiaccio”che comunque faceva parte di uno studio da me perseguito da qualche tempo.
Le piccole sculture trattate con l’acquarello e il fondo descrittivo anch’esso in acquarello hanno creato quell’atmosfera ricca di luce che solo in un posto incredibilmente bello ma anche estremo può dare, il polo nord, unitamente alla delicatezza di un fiorellino che vi sopravvive.
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